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Il mondo non è in un piatto.
Non siamo qui a giudicare, ma a tendere una mano a chi non ne può più, perchè vivere ha un senso solo se si è liberi.
Io sono oltre il peso, il dolore non viene cancellato dal piatto. E non se ne va vomitandolo. il dolore va affrontato, sofferto e poi superato.

E' un modo orribile di morire.
E' un suicidio lungo e lento.

Si può linkare, copiare i post, usare il banner. Fare quel che si vuole, basta poi segnalare la fonte. Grazie.

ilmondoinunpiatto@gmail.com

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lunedì, 05 novembre 2007

Io non so davvero se ho qualcosa ancora da dare.

Io anche quando ero malatissima ho sempre detto che ce l'avrei fatta, che stavo combattendo ma se si parte da perdenti non so se è davvero la voglia di vivere che prevale o se la voglia di morire.

io ogni giorno che nasceva volevo morire.

non ci sono stati miracoli, semplicemente ho cominciato ad amarmi dopo 10 anni di buio, di pensieri suicidi eppure sono qui. Sono serena.

non so se ho ancora qualcosa da dare, penso di aver dato tutto

postato da: Plate alle ore 20:12 | link | commenti (28)
lunedì, 29 ottobre 2007

Bisogna decidere di vivere una vita degna di questo nome.

Non deve essere fantastica, serena è già una cosa meravigliosa.

Perchè crogiolarsi.
Un passo alla volta e si esce dal tunnel e questo ve lo posso garantire

postato da: Plate alle ore 19:26 | link | commenti (9)
sabato, 20 ottobre 2007

postato da: Plate alle ore 05:47 | link | commenti (2)

Qualcosa di stupendo

Il genio della lagia

venerdì, 19 ottobre 2007 | in : lagia is thinking

Voglio dire una cosa.
E' una cosa difficile. Anzi direi complessa.
Ho 5 min per farlo, poi inizia il mio we di felicità.
Ci provo, spero di essere all'altezza:

Incontro continuamente donne che si preoccupano della loro bellezza. O della loro mancanza di bellezza.
Donne entusiaste del loro aspetto, tronfie ed entusiaste del potere che grazie ad esso esercitano. O al contrario donne non soddisfatte del proprio aspetto fisico, piene di insurezze e tristezze varie.

Ecco, non voglio discutere cosa è bello e cosa no, cosa è sexy no, cosa è alla moda o no. Potremmo parlare ore di cosa è bello e cosa no. Ma io non voglio parlare di questo.
Perchè io non parto dal presupposto che "tutti vogliono essere belli".
Io voglio mettere in dubbio la scelta del  parametro.

Ecco, non perdete tempo con questo parametro della bellezza. Essere belli NON è importante. Essere belli è una cosa casuale e accessoria.
Quello della bellezza è un parametro falso e superficiale imposto da una società consumista.

Diciamolo chiaramente. Una donna non ha il DOVERE di essere bella fuori.
Io rivendico a nome mio e a nome di tutte il diritto alla bruttezza.
Rivendico il diritto di essere come vi pare. Rivendico il diritto a vestirsi male, a non pettinarsi, a portare i capelli arancioni, a mettersi vestiti da marziano, a essere grasse da far schifo o magre stecchino.
Rivendico il diritto di guardare a se stesse come a un essere complesso fatto di cuore spirito e corpo.
E a piacersi secondo i PROPRI canoni.

Ripeto: non fatevi prendere in giro da questa societa stupida e rozza.
Non perdete tempo.
Una donna non ha il DOVERE di essere bella fuori.
Una donna (come ogni essere umano) ha il DOVERE di essere bella dentro.

Ma questo del bella dentro è uno step successivo a cui non molti arrivano.

postato da: Plate alle ore 05:38 | link | commenti (15)
domenica, 14 ottobre 2007

lunedì, 09 febbraio 2004
trasposizione del malessere
è la trasposizione del malessere in qualcosa che si può controllare. E' come quando ci procuriamo una ferita molto grave e sveniamo. Il corpo non sopporta tutto quel dolore, la mente perchè dovrebbe farlo?
GLi angeli cadono, figuriamoci gli esseri umani.
Come la temperanza, non c'è fine, un circolo continuo, dove ci si illude di avere il controllo dell'acqua. Ma non è la soluzione. Non esiste la soluzione.
Inciampi e fai un bel capitombolo, e ti alzi e poi inciampi... e continui così.
A volte però cadendo, ti fai più male e ti ritrovi a voler piangere come un bambino e chiamare e urlare... ma stranamente nessun suono ti esce dalla gola. Stranamente rimani muta.
L'anima silente è portatrice di tempeste.
Le tempeste lasciano danni al loro passaggio.
 
Non so e non posso spiegare di più.. ho le braccia pesanti, le spalle pure... non so quando mi sono eletta a risolutrice dei problemi di ogni essere a me caro
 
Eric Hoffer Gli uomini si stancano tanto perché non fanno le cose che vogliono fare quanto perché fanno le cose che non vogliono fare
postato da: Plate alle ore 05:37 | link | commenti (3)
martedì, 02 ottobre 2007

In campo scende anche Fabiola De Clercq, presidente dell'Aba, l'associazione contro anoressia, bulimia e obesità: «È da due giorni che sto incollata al telefono e alla televisione per contrastare l'uso di questa immagine. Come presidente dell'Aba sono subissata da telefonate e messaggi di sdegno da parte dei genitori di malati e di fascinazione da parte dei pazienti. Le anoressiche mi dicono che sono affascinate da queste immagini. Chi è malato vede in quel corpo l'obbiettivo da raggiungere. E non è un'immagine di anoressia normale, ma di cachessia. Questo per il malato. Il cittadino invece che fa? Dice che questa immagine non lo riguarda. I manifesti o spingono verso l'emulazione o verso il disgusto di chi gira la testa da un'altra parte e dice non mi riguarda». Adesso toccherà al Comune decidere cosa fare di quei manifesti.

 

NON POTETE AVERE VERITA' IN TASCA SU QUALCOSA CHE NON CONOSCETE

postato da: Plate alle ore 05:44 | link | commenti (4)
mercoledì, 26 settembre 2007

Anoressia

Fu si pone la domanda

Penso che sulle anoressiche questa immagine non faccia nessuno effetto, anzi loro amano persone scheletriche che per noi sono sintomo forse di malattia, e non sempre, ma per loro di perfezione.

Si parla di turbe della mente. Non ci si rende conto che non è RAGIONEVOLE, è una malattia cieca che segue regole proprie.

Poi è assolutamente IPOCRITA, no alla bulimia e all'anoressia ma le modelle sono pelle e ossa, si fanno foto di quel poco di cellulite che si vede in controluce, si inneggia al fisico in ogni trasmissione, le persone in carne si salvano solo se sono autoironiche perchè sembra NORMALE che bisogna deriderle.

Il fatto che ancora una volta mi fa più incazzare che le altre possono morire e a nessuno frega niente.

Ci sono le bulimiche, ci sono persone che usano il cibo come compensazione.

E che cazzo!

SOFFRONO UGUALE E FORSE DI PIUì PERCHE'  NESSUNO SI ACCORGE DI LORO E RESTANO SOLE.

I SOLITI COGLIONI.

SE NON SI VEDE NON ESISTE.
NO, ANCHE SE NON SI VEDE ESISTE.

 

martedì, 25 settembre 2007

All'inizio ti sembra gestibile, e poi non vedi nemmeno la tua vita così schifosa.

Mi sono ammalata davvero verso i 30 anni, ho perso sette anni. Perchè all'inizio ci convivi, poi il tuo ragazzo non ti interessa più, nemmeno la famiglia, poi nemmeno te stessa e l'unica cosa che conta è vomitare e mangiare e non mangiare e lo specchio e le lacrime e il dolore e l'indifferenza per il mondo, la rabbia e poi il nulla.
Non senti più nulla e comincia l'inferno.

Oggi ho fatto una stampa digitale del mio quadro,
perchè guardando quel quadro ho cominciato a guarire.
Prima ancora che io scrivessi quel post

Tamara de Lempicka

e lo appenderò per ricordarmi ogni giorno chi sono.

postato da: Plate alle ore 19:36 | link | commenti (4)
venerdì, 21 settembre 2007

Leggo blog in cui si scrivono i menù di quel che si mangia. Disturbi alimentari. Mangiate malissimo.
Il corpo non è stupido, il cibo tipo focacce, cioccolato e merendine, dato che non sono nutrienti li mette da parte con il grasso per le emergenze.
Eppure è facile.
Meno si mangia meno si dimagrisce. Noi, tutti noi, non siamo un'equazione matematica. Non possiamo affidarci a delle tabelline in cui ci si dice che dobbiamo pesare 40 chili.
Siamo esseri umani.
Se da sempre siamo stati rotondi non possiamo essere piatti.

Noi abbiamo un peso naturale
(per peso naturale deve intendersi non quello indicato nelle tabelle standard, quanto piuttosto quel valore di peso che si raggiunge alimentandosi senza ricorrere a diete retrittive, senza andare incontro ad abbuffate o a mezzi di compenso e praticando una moderata e salutare attivita fisica)
cioè il peso che il corpo raggiunge naturalmente senza morire di fame nè senza abbuffarsi.
Quello che per più tempo abbiamo mantenuto.
Ed è quello che possiamo e dobbiamo raggiungere
Il peso SANO.

Tutto ciò che fa soffrire anima e corpo non è SANO.

postato da: Plate alle ore 19:46 | link | commenti (6)
disturbi alimentari

 

Monica Bellucci

 

Un tempo se mi dicevano
SEI DIMAGRITA
era il più grande complimento.

Si è portati a dire grazie se una persona ti dice che sei dimagrita.
Eppure è un dato di fatto, non un complimento.

Il mio collega oggi mi ha guardato, sei più in forma, sei dimagrita almeno 10 chili.
E così altre persone.
Sorpresa. Non mi interessava.
Era un po' come se mi avessero detto, hai il maglione rosso.
SI, ok, ho il maglione rosso.
Si, ok, sono dimagrita.

E' un dato di fatto, non un pregio. Sto migliorando la mia salute.

Altra sorpresa. Le donne troppo magre non mi piacciono più. Mi sembrano meno donne, senza curve senza seno, senza fianco. Meno femminili, meno donne.

postato da: Plate alle ore 19:38 | link | commenti (3)
quando se ne esce
domenica, 09 settembre 2007

Memento... vitae


Questa pagina mi è stata segnalata via email da anox80.
Lei è un'altra che ha lottato e grazie al cielo può raccontarlo.
Credo sia una testimonianza importante da leggere.


Oggi è una giornata strana davvero…lascio andare le dita sulla tastiera e ciò che verrà verrà! 


Mercoledì grandi news sulla mia salute… non è ancora finita, ma la remissione della mia cazzo di malattia c’è stata, ora breve pausa-ripiglio fisico e poi botta di chemio di consolidamento. Ciò non significa che vedo la fine del tunnel e che effettivamente la raggiungerò, ma io, come sempre, scaccio i cattivi pensieri e continuo fiduciosa a testa alta…

TUNNEL…ricordo quando questa parola la usavo per definire il dca…



le persone obese fanno ridere.
Non c'è proprio un cazzo da ridere.
Se qualcuno si riduce così
o
così

è perchè sta davvero male.
non c'è nessuna differenza.
postato da: Plate alle ore 04:16 | link | commenti (6)

l gioco delle differenze.


I

Kate Moss è magra.
Peccato sia anche una drogata.
E non mi sembra una persona felice.

postato da: Plate alle ore 04:12 | link | commenti (3)

Pensare sano

La testa ti cambia.
Ora guardo le persone obese (quelle davvero obese!) e penso solo alla loro salute. Che tutto il grasso porterà a dei danni fisici, e a come non riescono a muoversi.
La mia amica venerdì faceva attenzione a tutte le donne che passavano magre.
io no.
Nemmeno me ne accorgevo.
Ognuno è quello che è.
E le nostre imperfezioni ci rendono unici.
In sala d'aspetto, dalla dottoressa, le vedi. Vedi chi si è distrutto.

I problemi rimarranno. Smettetela di pensare a dimagrire per sviare il pensiero. Cercate il momento esatto in cui avete cominciato tutta questa follia.

Ho perso 10 anni della mia vita.
Ne  è valsa la pena?
NO.
Anche se ora sono una persona migliore, avrei preferito essere peggiore e conoscermi meno e vivere meglio.
10 anni.
6 di terapia psicologica.
No.

Sto imparando a mangiare bene e sano.
Sto meglio.
Il corpo risponde e piano piano vuole tornare ad essere quello di prima.

Se solo potessi prestarvi i miei occhi e vedere come siete davvero.

E per la mia amica:
Non sei grassa, sei bellissima.
Davvero.
postato da: Plate alle ore 04:03 | link | commenti
mercoledì, 29 agosto 2007

FORSE

TI RENDI CONTO CHE SEI GUARITA MENTALMENTE
QUANDO NON TI VERGOGNI PIù DI AMMETTERE DI ESSERE STATA MALATA

postato da: Plate alle ore 22:10 | link | commenti (15)
martedì, 28 agosto 2007

Non me lo sarei mai aspettato.

Per mesi ho creduto che lui fosse contro la mia voglia di mordere il cibo, di morderlo in quel modo lì, come sapete voi.. con il piacere che fa girare la testa. Invece qualche sera fa senza che io aprissi bocca ha detto che mi avrebbe preparato delle crepes al cioccolato e che desiderava che io le mengiassi con lui.

"Non pensare che io non voglia che tu mangi. Mangia quando hai fame. Mangia quello che vuoi. Sei dimagrita o sei aumentata di peso in questi mesi? Beh, non me ne sono mai accorto. Mi piaci e basta."

Credo che un uomo non possa dirmi cosa più bella. Per come sono stata. Per quello che sono ora.  Al rogo la tv, al rogo i commenti delle femmine invidiose, al rogo i commenti degli altri, al rogo le mie ossessioni.

Nellnoire, 22 gennaio 2007

Ho ripescato in archivio questa testimonianza, che mi parve molto significativa allora, e che ri-posto come augurio per tutte voi che non riuscite ancora a vedere la luce in fondo al tunnel. Ma la luce c'è, e potete raggiungerla. C'è chi c'è riuscito, c'è chi ci sta riuscendo proprio in questo istante.

Mai stancarsi di lottare, mai disperarsi. La fine del tunnel esiste, e puoi raggiungerla anche TU.

venerdì, 24 agosto 2007

sabato, 20 gennaio 2007, ore 20/01/2007 10:13
scritto da Fujiiko in ana bulimia obesità
A proposito dei siti pro-ana

Quando ho aperto questo blog l'ho fatto per casualità e noia. Non pensavo in effetti avrebbe avuto alcuna utilità, se non quella di farmi delle chiacchieratine on-line con gli utenti in giro per la rete. Invece, nell'ultima settimana, sono incappata in una realtà inquietante e a me sconosciuta: i siti e i blog "pro Ana". Ana sta per anoressia, ed è il modo nel quale le persone malate di questo brutta follia chiamano la loro droga, quasi come se fosse un essere materiale, concreto, il quale le segue e dispensa loro preziosi consigli per diventare pelle/ossa ed assumere un controllo spasmodico della propria vita. Ho così cominciato a leggere le testimonianze on-line di queste donne, le quale alternano nei loro diari momenti di esaltazione ad attimi di totale depressione. Per lunghi anni sono stata a mia volta malata di anoressia/bulimia. La differenza è che per me internet è sempre stato una grande incognita e, fino a poco tempo fa', momento nel quale mi sono fatta installare l'adsl in casa, ignoravo il mondo sotterraneo della rete. Una realtà parallela che si schiude con l'accensione del computer e si richiude con la sospensione di esso. La mia vita l'ho sempre scritta sui diari, a mano, privatamente, ed è stato pure lì che ho riversato la cronaca della mia sofferenza alimentare. Ovviamente nelle parole di queste ragazze ho ritrovato parti di me, e questo mi ha fatto male, mi ha turbato. Nei commenti ai loro racconti ho trovato una gran varietà di sentimenti, i quali spaziavano dal disprezzo alla cieca ammirazione. Il mio intento sarebbe collocarmi nel mezzo. Non mi fanno schifo queste ragazze, anche quando scrivono delle grandi stronzate, perché so che sono sofferenti, e hanno bisogno di esternarlo. Ho iniziato a commentare insieme agli altri utenti le loro "lettere", cercando di assumere una posizione che non fosse troppo dura ma al tempo stesso neanche accondiscendente. nosferatuOggi internet è un mezzo di potenza inaudita, poiché può fare incontrare tra loro delle povere ragazze che si fomentano nei loro regimi alimentari da 200 calorie, ma può anche metterci a conoscenza del loro dolore, cosa che un tempo rimaneva invece stretta nell'intimità delle pagine di un quaderno. Abbiamo perciò una responsabilità in questo? Secondo me sì. Ieri ne discutevo con un mio caro amico, il quale diceva che a lui "non gliene frega un cazzo di queste che manco conosce". Ovviamente nel mio caso è diverso, poiché io voglio lavorare un giorno nell'ambito della cura, a contatto con persone che abbiano problemi di dipendenza, che sia di tipo alimentare, affettiva o chimica. L'anonimato, in questo ambito, può aiutare, perché permette maggiore sincerità e messa in gioco reciproca. Io penso proverò a raccontare la mia storia, o meglio la mia odissea. Premetto che è iniziata da quando avevo 12 anni. Adesso ne ho 27, e nel corso degli ultimi 2 anni, sarà perché avevo capito delle cose che non potevo più ignorare, è terminata. O meglio, questa è una dipendenza che in parte resta sempre. Le mie più care amiche, ed una delle due non la sento più in parte anche a causa di questo, hanno trovato come me un modo di convivenza con questo tormento. Per essere più esplicita: il cibo non regola più le nostre giornate. Ma rimane comunque il nostro angolo più scuro, una "zona d'ombra" della nostra psiche. Sono contenta che ci siano delle ragazze come quella che mi ha scritto, e cioè sufficientemente sobrie da capire che non sono sei, sette chili di troppo ad essere una "tragedia", in quanto non solo non costituiscono una complicazione eccessiva per la salute, ma nemmeno per il versante estetico. La verità è che non ci dovrebbe essere bisogno di buttare giù qualche chilo di troppo con diete da fame che portano solo a complicazioni fisiche/mentali inimmaginabili. E se lo si fa, si dovrebbe essere ben consapevoli che non è mai per semplice vanità. La motivazione è sempre dettata da un bisogno interno, una crisi che porta a volersi impossessare e controllare la realtà, la quale probabilmente ci sta sfuggendo di mano. Se non considero un leggero sovrappeso un problema, se vissuto con serenità, altro discorso riguarda invece l'obesità. Una persona di questo tipo, a mio parere, è difficile riesca ad accettarsi, in primo luogo perché se qualcuno diventa obeso ( a parte rari casi di disfunzione alla tiroide), ciò dipende da un rapporto malsano con il cibo e il proprio corpo . Una ragazza, sempre qui su splinder, racconta come sia passata nel giro di due mesi da 98 chili a 60. Non pensate che per questo sia guarita. La sua dipendenza verso il cibo è la medesima, la sua vita seguita a ruotare intorno al cibo nonostante sia dimagrita. Anoressia, bulimia e obesità sono malattie dai sintomi tra loro diversi, ma più simili di quanto non si creda. L'anoressia riceve maggiore attenzione a livello sociale poiché porta alla morte, e i sintomi sono più evidenti. La percentuale di morti causate invece da bulimia e obesità sono assai inferiori. Ma non per questo tali malattie sono meno terribili. La vita diventa un inferno. Tutto viene incentrato sull'ingozzarsi o sul rimpinzarsi e vomitare. Le bulimiche, generalmente, sono donne normopeso, ed è quindi pressoché impossibile essere a conoscenza del loro segreto. Per una vita ho vomitato ogni pasto, e nessuno, dico nessuno, se n'è mai accorto. Salvo mia madre che, esasperata, iniziò a chiudermi l'accesso ai bagni dopo mangiato (e io, per tutta risposta, andavo in quelli pubblici). Se volete raccontare la vostra esperienza e confrontarvi con me, questo è uno spazio per noi che ci siamo passate, che ci stiamo passando o che ci stiamo cadendo dentro. Io, dal canto mio, proverò a raccontarvi gli ultimi 15 anni e cosa mi ha aiutato ad uscirne. Un abbraccio
postato da: Plate alle ore 19:18 | link | commenti (4)
testimonianze

Anoressia

In giro per il web ne parlano:

COSI'

e

COSI'

 

postato da: fully53 alle ore 16:13 | link | commenti
anoressia, ful
giovedì, 23 agosto 2007

Ciao, a presto Plate

 

Io non valgo un decimo di Plate.
Non conosco quasi nulla di questi problemi.
Ma Plate è stanca, e chiede di sostituirla.
Io spero che si ritempri e torni qui presto, perché di lei in questo blog c'è bisogno.
Perché credo che di questo blog ci sia bisogno.

Raccolgo il suo invito a proseguire, raccolgo il suo "testimone".
Non so a chi altro abbia chiesto aiuto per gestire questo blog. So che l'ha fatto con clearbook, e quindi è lei che invito per prima a darmi una mano.
In attesa che Plate riprenda fiducia in questo progetto. Che si scrolli di dosso la stanchezza e la delusione che alcuni (per fortuna pochissimi) dei frequentatori di questo blog hanno provocato in lei.

So fare (almeno credo) solo una cosa: ascoltare.
Ecco, sono (siamo) qui per ascoltare chi vorrà parlare dei problemi che sta vivendo o testimoniare per altri come è riuscito a risolverli.
Grazie se vorrete continuare a passare di qui.

E ad aspettare anche voi che Plate vi ritorni.

 

postato da: fully53 alle ore 20:05 | link | commenti (4)
dal di fuori, ful

Io lascio.
Arriva un tempo in cui capisci che non hai più niente da dire o da dare.
Questo è il mio.
Lascio questo blog
ci sono molte persone che ho invitato a scrivere che se vogliono possono continuare.

Un buon augurio a chi è ancora molto arrabbiato
a chi è dentro
a chi ne sta uscendo
a chi è stato interessato
a chi è in lotta
a chi ha vinto
e a chi ancora adesso perde qualche battaglia.

In bocca al lupo.
postato da: Plate alle ore 10:29 | link | commenti (3)
venerdì, 17 agosto 2007

E' vero che più si è belli più si cerca la perfezione?

E' una mia impressione o è vero che la maggior parte dei malati son anche molto belli?

postato da: Plate alle ore 19:14 | link | commenti (6)
lunedì, 13 agosto 2007

Avevo detto che mi sarei presa una pausa da questo blog.

Leggere la malattia, anche se la comprendo ancora, è qualcosa di estraneo che non mi appartiene più.

Sto mangiando sano, faccio un po' di movimento e sto dimagrendo. Senza saltare i pasti, e sto capendo che i cosidetti cibi spazzatura mi fan sentire male.
Il cambiamento radicale è che quando guardo le persone obese mi fanno pena per tutti i problemi di salute che si stanno causando, non li guardo più come mostri. I mostri son diventati chi ricerca la perfezione.

Senza anima non siamo nulla, senza un corpo sano non possiamo accuparci dell'anima. Ma deve essere un unione delle due cose. Separate non hanno senso.

Ho scoperto le endorfine! fai ginnastica e zac arrivano le endorfine a farti star meglio. Sto capendo come funziona il corpo, il metabolismo e tutto il resto.

Quando ha fatto molto caldo e mangiavo molto poco 800/900 calorie sono dimagrita mezzo chilo, quando ho mangiato 1200 calorie sono dimagrita due chili.

E' matematico.

Ricomincio a prendermi cura di me stessa. CON CURA. Con pazienza ed amore. Niente più punirmi per gli sbagli degli altri. Punisco loro al massimo.

Ma senza il percorso di anni con la mia psicologa non sarei qui. Senza aver scoperto tutti i miei incubi non sarei qui. Senza la voglia di migliorare non sarei così.
Capire prima i motivi, magari non li risolvi, ma conoscerli ti aiuta ad affrontarli.

Son solo sintomi. Bulimia, anoressia, depressione. Sintomi, non cause.

A me ha aiutato pensare, se devo vivere, non voglio vivere così.
Rimuovendo in un angolo del cervello i dolori, i dolori non passano.
Pensando che un amore ti possa salvare non risolvi niente, pensando di dimagrire non risolvi niente. Perchè le cause son altre.
Stare bene con se stessi e volersi bene Davvero è la prima cosa da imparare.
Se non ami te, non potrai amare nessuno. E se non ami, che importanza ha se ti amano?

La stazione di arrivo è lontana. Ma il viaggio è piacevole. Tornare ad essere me è un bel traguardo d'amore per me stessa.

postato da: Plate alle ore 06:35 | link | commenti (7)
martedì, 31 luglio 2007

Dal Blog di Claudio Risè  copio e incollo questo paragrafo:

La cultura della misura, dell’equilibrio, della giusta forma fisica, è quindi uno strumento indispensabile per vincere la spinta all’eccesso, che si sviluppa anche a partire dall’eccesso di cibo.
Ma cosa spinge, però, a questo specifico eccesso? L’esperienza terapeutica coi grandi mangiatori, ed i sogni che essi fanno, mostrano con grande chiarezza che il loro inconscio percepisce la ciccia che essi accumulano come una barriera difensiva dagli altri. L’obeso è vittima, soprattutto di un problema di relazione che tende a superare mettendo tra sé e gli altri uno spesso strato di adipe.
Gli attori raramente eccedono nel cibo, perché danneggerebbe la loro carriera. Marlon Brando, uno dei più grandi attori cinematografici, era invece obeso: è noto però che la sua vita affettiva fu un disastro. Molti si riempiono di cibo perché sentono un vuoto d’amore. Se lo chiedono, è giusto aiutarli a capire. E’ il cuore che soffre, non la pancia. 
postato da: clearbook alle ore 19:33 | link | commenti (4)
giovedì, 12 luglio 2007

che donna sei?


 
Che donna sei? Quante volte me lo sono domandata, quando ero molto più giovane e non sapevo nulla di me stessa se non, che desideravo essere brava e bella.

Per esserlo avrei dovuto mangiare poco, bere del caffè senza zucchero o bevande non caloriche, mangiare tanta frutta. Mi premeva inoltre essere anche una brava studentessa, figlia e fidanzata e quando non sapevo porre rimedio a tutto, perché facendo la brava studentessa non mi rimaneva tempo per curare i miei affetti e viceversa, disperavo, me la prendevo con me stessa, mi riempivo di sensi di colpa, soffrivo. Del resto, dovevo anche trovare tempo per fare sport, curare casa, e magari diventare anche brava a cucinare, il che mal si conciliava con le diete alle quali mi sottoponevo periodicamente, per stare in guardia dai chili di troppo ….
Non ho mai avuto un vero e proprio problema di sovrappeso, né un disturbo alimentare, anche se, per molto tempo, ho idea di esserci passata accanto, pur rimanendo, nei limiti.
Tutto era cominciato in una casa dove mi ero trasferita con le mie amiche, all’università. Al muro della cucina avevamo appeso una tavola enorme, attraverso la quale calcolavamo le calorie d’ogni singolo cibo. Io studiavo medicina, ma non ne sapevo ancora nulla dei disturbi alimentari, mentre un nostro amico, vedendo la cura eccessiva che mettevamo nelle diete ce ne parlò con parole semplici, spiegando i rischi ai quali andavamo incontro, se non ci fermavamo a riflettere.
Mi ricordo quelle parole, anche perché si trattava di un ragazzo gentile e sincero che non giudicava le persone (che gran pregio!), ma che per puro affetto, si era impegnato a spiegarci qualcosa, non deve essere stato facile…
Non era semplice parlare di come ci vedevamo grasse, anche se agli occhi degli altri apparivamo normali, per via di un nostro bisogno eccessivo, d’apparire perfette**.
Così siamo venute a sapere che sono davvero tante le ragazze che suggestionate dalle mode del tempo si giudicano grasse in misura indipendente dal loro peso reale o comunque sproporzionata, e che affidano al tentativo di dimagrire la soluzione di conflitti, insoddisfazioni, problemi psicologici di varia natura. Sono persone che non correrebbero gravi rischi di soprappeso ma che sulla base di una cattiva accettazione della propria immagine fisica, attraverso la moltiplicazione delle diete, creano un rapporto ossessivo con il peso e con l’atto di mangiare, sviluppano disturbi del comportamento alimentare più o meno conclamati e infine, qualche volta, cadono paradossalmente in un’autentica obesità.
Sono passati molti anni da allora, e ho accumulato, come tutti, dell’esperienza in più.

  Ogni tanto, ora, mi capita di guardare certe giovani donne, per le strade della mia città. Appaiono sicure, ma c’è qualche cosa di teatrale nel loro modo di presentarsi, come se le strade del centro fossero il loro palcoscenico e loro le interpreti di un certo personaggio… Sono belle e molto attente al loro aspetto esteriore, si spostano ostentando una certa sicurezza, prestata dai vestiti e dalle borse alla moda o dai capelli curati e l’aspetto sensuale e ho idea che senza quest’aspetto, tale maschera, si sentirebbero invisibili. Faccio fatica a credere che quando ero una ragazza, le ammiravo … Ora so che sono soltanto delle ragazze che si mettono il vestito più bello, trasformandosi per un po’ in qualche cosa che non ha nulla d’autentico. Vorrei che qualcuno m’ avesse spiegato- magari un’altra donna, con il suo esempio di vita- che non conta la forma, ma la sostanza. Se potessi parlare alla ragazza che sono stata, le direi di stare molto attenta ai suoi sogni ed ideali, la spingerei ad analizzare ed a cercare di capire i suoi perché. Mi racconterei che la vera sicurezza è quella che viene dall’interno e che si può avvertire anche quando si hanno addosso soltanto un paio di jeans e magari qualche chilo in più. Mi spiegherei inoltre, quanto è difficile, sapere tutte queste cose a venti anni, quando t’ affacci allo specchio e non sai chi sei, quando un vestito bello e qualche chilo di meno ti prestano un’identità di cui hai bisogno per sentirti “definita” anche solo brevemente, perchè non conosci ancora bene te stessa e hai bisogno di capire e di capirti e che tutto questo può succedere perché ci vuole del tempo per crescere, per inventare pagina dopo pagina il libro del proprio carattere, è normale fare fatica, è una strada in salita… Ma è molto bello, dà molta soddisfazione dipendere sulle proprie forze o non su quelle della bellezza esteriore, è bello imparare, lavorare, conoscere la vita, amare se stessi, conoscere i propri pregi, accettare i difetti come se fossero i lati più deboli che hanno bisogna di cura, affetto e comprensione per migliorare e non si trattano come degli aspetti da nascondere a tutti, spinti da una vergogna antica. Mi spiegherei che ci sono degli stereotipi femminili ai quali ci si deve ribellare, perché sono le idee che per anni la società ha inculcato alle donne e che noi non dobbiamo essere brave e belle ma dobbiamo essere noi stesse e cercare d’essere serene, e felici anche se abbiamo qualche chilo in più o un naso storto, o qualsiasi altra cosa che riguarda l’apparenza esterna. Mi ricorderei anche che tutto questo richiede del lavoro, impegno psicologico, non basta che qualcuno te lo spieghi, devi chiedere aiuto, leggere, informarti, cercare di capire te stessa Bisogna sempre parlare delle cose che ci preoccupano o che ci fanno stare male.
Crescere fa paura, è un percorso faticoso e difficile, è bene condividerlo con qualche persona fidata.
 
*Plate ha un blog che parla d’anoressia e di bulimia che si chiama “il cuore tra le mani”.

Il titolo la dice tutta perché questa ragazza s’impegna veramente ad informare chi soffre da disturbi alimentari e di tendere una mano, sia attraverso i post, sia tramite i messaggi privati. E’ una cosa importante, ci sono tante ragazze la fuori che non hanno ammesso con se stesse o con i loro cari di avere un disturbo alimentare e che, di nascosto. Plate stimola queste ragazze a chiedere aiuto e ad uscirne.

Ha chiesto anche a me di partecipare al suo blog. All’epoca non avevo tempo, se per questo non ne ho nemmeno adesso, ma ora va un po’ meglio. Allora ho scritto un post per il suo blog che pubblico anche qui.

**L’ho letto spesso nei libri, i disturbi alimentari, sia l’anoressia, sia la bulimia sono la malattia della perfezione! Perfezionista è definita una persona che si pone degli obbiettivi incredibilmente alti, fatto che è spesso accompagnato dalla paura di fallire e dalla preoccupazione di sbagliare.

 
martedì, 10 luglio 2007

Dal di fuori

Che ci faccio qui? Non capisco niente di tutto questo.
Ma se Plate mi invita un buon motivo ci sarà. Però mi scuso in anticipo per tutte le sciocchezze che inevitabilmente dirò.
Da qualche mese sto provando a capire, e non per curiosità morbosa, né per tranciare giudizi ex post, solo per cercare di capire un po' di più.
Parto da quello che so (penso di sapere) grazie soprattutto a questo blog.

So che questo "mondo" è popolato soprattutto di donne. E so che chiamarlo "mondo" tra virgolette è già un insulto, sembra di parlare di qualcosa che è "altro" da me, mentre queste malattie ci circondano e spesso neanche ce ne accorgiamo.
So che l'anoressia è più facilmente percepibile della bulimia, suscita più partecipazione nell'opinione pubblica, anche perché viene associata al mondo della moda, delle modelle che poi, ogni tanto, ne muoiono ed allora vanno in prima pagina.
So che quello di cui si parla è una malattia, che ha origine nella psiche e si ripercuote su tutto l'organismo ed in qualche caso porta alla morte.
So che è facile entrarvi, difficile e lungo (ma non impossibile) uscirne.
So che ad uscirne non ce la si fa da soli, ma occorre un aiuto esterno qualificato e professionale, e tanta pazienza sia del soggetto colpito che di coloro che gli vivono accanto.

Ed ora, dopo quello che so (penso di sapere), alcune mie opinioni, in tutta umiltà.
Mi sono fatto l'opinione che è vissuta da alcune (le bulimiche) come una menomazione di cui vergognarsi ed anche arrabbiarsi perché il mondo non le considera malate ma semplici ciccione dedite a troppa nutella.
Mi sono fatto l'opinione che è vissuta da altre (le anoressiche) come qualcosa di cui essere orgogliose, almeno finché non cominciano a prendere coscienza del male che si stanno facendo.
Mi sono fatto l'opinione che per le prime il vero problema è ritrovare la speranza, per le seconde smetterla di essere orgogliose di una magrezza che a tutti appare eccessiva e malata.
Mi sono fatto l'opinione che per uscirne occorre amore.
Poterne ricevere ed essere capaci di (tornare ad) amare se stesse.
Guarire è soprattutto credere che sarà possibile.
postato da: fully53 alle ore 06:45 | link | commenti (3)
dal di fuori

Sfatiamo i miti

postato da: Plate alle ore 05:36 | link | commenti
sfatiamo i miti

Penso di non essere convincente.
Nessuno ci crede, o meglio nessuno di quelle che son ancora malate ci credono.
Io per quanto può sembrare pazzesco pure a me, sono guarita.
E' più di un anno e mezzo che non vomito, che non mangio da sola con fare consolatorio, ho questi chili che ho preso mentre ero malata da mandare giù, e anche se sarà dura, lo farò.
Anche perchè devo trovare un mio equilibrio nel mangiare sano.

L'unica spiegazione che mi do è:
Cercate di convincervi che il modo in cui vi trattano gli altri
non è altro che il riflesso di quel che pensano di loro stessi.

 

postato da: Plate alle ore 04:54 | link | commenti (2)
sabato, 07 luglio 2007

Dottoressa Arianna Banderali

Ve lo devo questo post.

Ieri sono andata da questa dottoressa. Ci sono andata perchè ho paura di seguire un'altra volta una dieta, il pensiere serpente potrebbe essere in agguato, ma essendoci una psicologa, una nutrizionista e poi lei mi sento più sicura del passo che sto facendo. Ho un po' di paura. Ma il coraggio non mi è mai mancato.

Mio padre accanto si è reso conto in quello stanzino cos'è la malattia.
Ha visto una ragazza anoressica.
Mi guardava come una miracolata.

E' questo che succede. Le anoressiche si riconosco, gli altri sintomi dei disturbi alimentari... come posso spiegare, non si vede il dolore che ci portiamo dentro. Dopotutto devastiamo solo gli organi interni, ma non siamo scheletriche.

Un giorno quella ragazza si sveglierà dall'incubo e penserà : cosa mi sono fatta?
Per me è lo stesso ma al contrario.
I segni che voi vedete solo come grasso per me sono cicatrici di cui mi voglio liberare.

Ho provato una forte empatia con tutte quelle che erano sedute in attesa. Sollievo per esserne uscita fuori, Pena per me e per loro.
Le avrei abbracciate tutte, vecchie e giovani, dicendo che passa. Che il dolore piano piano se ne va.

postato da: Plate alle ore 10:43 | link | commenti (9)
personalmente, plate
martedì, 03 luglio 2007

PS:
non ce la faccio da sola a  gestire questo blog
io sto bene
postato da: Plate alle ore 09:14 | link | commenti (9)
lunedì, 02 luglio 2007

Pensieri assolutamenti personali

Ho bisogno di un periodo di un periodo di pausa. Ho bisogno di fare l'ultimo passo da sola.
Almeno qualche giorno.

Sì, un pochino arrabbiata lo sono.
A parte le stronzate che ho letto in questi mesi che giustifico solo con l'ignoranza,
c'è qualcosa che mi lascia davvero perplessa.

A parte i blog di chi cerca nuovi modi per farsi male, lì i consigli si sprecano su come dimagrire, tra parentesi non ho mai visto persone mangiare tante schifezze e farne sfoggio come se fossero cose sane.
E anche questo lo giustifico con l'ignoranza.

Io, ignorante, sulla mia malattia non lo sono mai stata. Ben cosciente di quel che facevo, ben cosciente di cosa fa male e cosa no, ma io volevo morire e forse sono un discorso a parte.
Semplicemente perchè LO SAPEVO che volevo annientarmi.

Una cosa mi lascia davvero sconcertata.
Le anoressiche ti attaccano di più di chi problemi non ne ha.
E son tutte anonime o son tutte senza blog.
Abbastanza vigliacco devo dire.

Fortunatamente non sono entrata in un Gruppo terapeutico, ho fatto il mio percorso con la psicologa, era un massacro.

Nemmeno nel dolore le donne riescono a far fronte comune.

Cosa scatta psicologicamente per attaccare a sangue una persona che soffre come te?

postato da: Plate alle ore 19:33 | link | commenti (6)
personalmente, plate